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Approvvigionamenti e sostenibilità, ecco la formula di Nespresso

Sostenibilità è un valore che i maggiori torrefattori internazionali hanno fatto proprio.

Partendo dalla necessità di creare una fonte di approvvigionamento continuativa e standardizzata, i migliori torrefattori hanno dato vita a programmi virtuosi e di sostenibilità per la crescita dell’economia del caffè in paesi  in via di sviluppo, aiutando la popolazione locale a generare una nuova forma di imprenditoria agricola, che porti lavoro e possibilità di guadagno a numerose famiglie e trasformando questi agricoltori  le loro cooperative dei partner commerciali stabili e continuativi, cui fare affidamento per il necessario approvvigionamento di materia prima.

Ne è un esempio Nespresso con il programma  AAA Sustainable Quality che dal 2003 in collaborazione con l’ONG Rainforest Alliance, ha elaborato una risposta intelligente ai rischi sistemici nella catena di approvvigionamento del caffè di qualità.

Il programma unisce l’impegno di Nespresso e l’esperienza di Rainforest Alliance negli standard di sostenibilità per la coltivazione di piantagioni rivolgendo una particolare attenzione ai parametri sociali, ambientali ed economici. Un doppio vantaggio quindi: quello di approvvigionamenti costanti e la creazione di un’immagine positiva che rafforza il brand.

Le performance ottenute hanno spinto a proseguire il programma di sostenibilità in molti paesi, ultimo dei quali il Sudan del sud, la  Repubblica nata nel 2011, alla fine di trent’anni di guerre civili , che ha aperto il paese a nuove opportunità  di crescita alternative ai giacimenti petroliferi centralizzati del suo territorio. Dotato di un clima secco, il Sud Sudan è uno dei pochi luoghi al mondo in cui il caffè cresce ancora allo stato selvatico. Qui crescono spontanee le principali varietà della pianta e in particolare la Robusta, dal sapore forte e deciso.  A base di Robusta è stato creato il cru “SULUJA ti SOUTH SUDAN ” che vuol dire “Inizio del Sudan del Sud” nel dialetto Kakwa, che si distingue per la sua consistenza vellutata, gli aromi di cereali essiccati e le delicate note legnose.

“È un caffè vellutato, ricco e intenso. Un vero piacere, tutto da degustare” affermano in Nespresso.

Una grande sfida è data dal fatto che l’industria di questo settore è completamente da ricostruire, gli alberi devono essere piantumati, i coltivatori devono ricevere la giusta formazione per riuscire a garantire un prodotto ottimale e il mercato necessita di nuove regole per raggiungere una certa stabilità.

Ma che cosa prevede, nel dettaglio, questo programma?

L’AAA Sustainable Quality, che Nespresso porta avanti in collaborazione con l’organizzazione senza scopo di lucro TechnoServe e il Ministero dell’agricoltura del Sudan del Sud, avvia centri per la lavorazione in umido del caffè, attua corsi di formazione per i coltivatori e sostiene lo sviluppo di quei canali commerciali indispensabili per la vendita e l’esportazione del prodotto.

Tutto è partito nel 2011 da una ripiantumazione di alberi da caffè nella zona di Yei, dove la produzione è attualmente concentrata. I corsi hanno insegnato alle famiglie di agricoltori locali le migliori pratiche agricole da adottare, tra cui i segreti della pacciamatura, per limitare i danni del sole, dell’avviamento di vivai e del rinnovo delle piante. Inoltre hanno anche fornito indicazioni a livello manageriale ed economico. Circa 700 coltivatori si sono uniti in tre nuove cooperative, che hanno un ruolo fondamentale nel garantire la qualità del prodotto: ricevono in consegna i chicchi ed eseguono i trattamenti necessari, nel tentativo di aiutare lo sviluppo di una catena del valore commerciale del caffè.

I primi risultati sono incoraggianti: lo scorso ottobre, Nespresso è riuscita a lanciare sul mercato francese il primissimo caffè esportato interamente dal Sudan del Sud, sotto il nome di Suluja ti South Sudan, in arrivo a fine anno anche in Italia.

Un impegno che coinvolge anche altre realtà dell’Africa Orientale, Kenya ed Etiopia in primis.

Il programma ha già visto la partecipazione di migliaia di aziende agricole e coltivatori, con l’obiettivo di trasmettere i concetti di qualità, tracciabilità e sostenibilità delle produzioni.